La statua di Girolamo Savonarola

Il monumento dedicato a Girolamo Savonarola a Ferrara, situato nell’omonima piazzetta, non è solo un’opera d’arte marmorea, ma un potente simbolo della coscienza civile e del clima politico che ha caratterizzato l’Italia post-unitaria. Questo saggio ne analizza minuziosamente la genesi, le caratteristiche tecniche, il contesto urbanistico e le vicende storiche che lo hanno reso un punto di riferimento identitario per la città.

Il Monumento dedicato a Girolamo Savonarola di Stefano Galletti

1. Genesi risorgimentale e il concorso nazionale

La figura di Savonarola, nato a Ferrara nel 1452 e giustiziato a Firenze nel 1498, subì nell’Ottocento una profonda risignificazione laica. Lo Stato liberale italiano, in contrasto con il potere temporale della Chiesa, vide nel frate domenicano l’archetipo dell’eroe capace di sfidare la corruzione e la tirannia pontificia di Alessandro VI.

Nel 1867, constatando che Ferrara non aveva ancora reso un adeguato tributo al suo illustre cittadino, si costituì un comitato promotore sotto la presidenza del marchese Anton Francesco Trotti. Grazie ai finanziamenti del Comune, dell’Amministrazione provinciale e di sottoscrizioni private, nel 1870 fu bandito un concorso nazionale a cui parteciparono dieci scultori. Per garantire l’imparzialità e l’eccellenza formale, il giudizio fu affidato ai professori dell’Accademia Albertina di Torino.

2. Stefano Galletti e la realizzazione dell’opera

Nel 1871 fu proclamato vincitore lo scultore centese Stefano Galletti, esponente del realismo emiliano. Galletti fu scelto per la sua capacità di infondere vigore e realismo alla figura del frate, distinguendosi nettamente per la resa fisionomica del volto e la posa enfatica delle braccia.

La realizzazione dell’intero complesso monumentale richiese anni di lavoro meticoloso e vide la collaborazione del marmista bolognese David Venturi, a cui fu affidata l’esecuzione del basamento bicromo e della recinzione colonnata. Sebbene il progetto plastico della statua fosse stato lodato per la sua nobiltà e severità, il disegno originale del basamento ricevette iniziali critiche perché giudicato troppo “pesante e largo”, costringendo Galletti a revisionarne l’impianto architettonico inferiore.

Monumento a Girolamo Savonarola, di Giuseppe Barberis, L’Illustrazione Italiana, Milano Fratelli Treves

3. Analisi tecnica, materica e iconografica

Il monumento si impone nello spazio urbano con un’altezza complessiva che raggiunge circa i 7 metri. La struttura segue una rigorosa tripartizione materica:

  • Base inferiore: Composta da tre gradoni a pianta quadrata realizzati in calcare rosso di Verona, che conferisce solidità cromatica.
  • Piedistallo: Alto circa 3-4,20 metri, è in marmo bianco di Carrara e ospita le epigrafi celebrative. È circondato da una recinzione di dodici colonnette marmoree collegate da catene in ferro.
  • Statua: Scolpita anch’essa in marmo di Carrara, è alta circa 2,50-2,90 metri.

Iconograficamente, Galletti ritrae Savonarola in piedi, colto in un momento di intensa oratoria, con il volto teso e le braccia sollevate in un gesto vigoroso. Un dettaglio fondamentale è il basamento su cui poggiano i piedi del frate: un doppio strato di tronchi scolpiti che evocano direttamente la catasta di legna del rogo di Firenze, saldando visivamente la sua missione di predicatore con il martirio finale.

4. L’integrazione urbanistica in Piazza Savonarola

La scelta della collocazione fu accuratamente studiata per massimizzare l’impatto simbolico. La piazza (ex Piazza della Pace, ribattezzata nel 1860) è incastonata tra il Castello Estense e il Palazzo Ducale (oggi sede del Municipio).

Posto esattamente al centro di questo invaso pavimentato a ciottoli, il monumento instaura un dialogo critico con il potere signorile rappresentato dal castello: l’oppositore dei tiranni si erge all’ombra delle residenze estensi, sorvegliando simbolicamente la libertà civica della città. La piazza è inoltre delimitata dalla sopraelevata Via Coperta, il corridoio segreto che collegava fisicamente il Palazzo Ducale al Castello.

5. L’inaugurazione del 1875: un evento nazionale

Lo svelamento del monumento avvenne il 23 maggio 1875, data che coincideva con il 377° anniversario della morte di Savonarola e con le celebrazioni per il quarto centenario di Ludovico Ariosto.

L’evento fu di portata nazionale e vide la partecipazione di:

  • Il principe Umberto I (futuro re d’Italia), la cui presenza sanciva il riscatto patriottico di Savonarola da parte della Corona.
  • Il sindaco di Firenze, Ubaldino Peruzzi, in un gesto di ideale riconciliazione tra la città che lo aveva condannato e la patria d’origine.
  • Personalità culturali come lo scultore Giulio Monteverde e il poeta Aleardo Aleardi, che declamò un discorso in versi.

Alla fine della cerimonia, l’opera fu ufficialmente consegnata al Municipio di Ferrara per la sua conservazione.

6. Programma epigrafico

Le iscrizioni sul piedistallo sintetizzano la retorica dell’epoca:

  • Facciata principale: “A GIROLAMO SAVONAROLA IN TEMPI CORROTTI E SERVILI DEI VIZI E DEI TIRANNI FLAGELLATORE”.
  • Facciate laterali: Indicano le date storiche di nascita (NATO IN FERRARA IL XXI SETTEMBRE MCCCCLII) e del supplizio (ARSO IN FIRENZE IL XXIII MAGGIO MCCCCLXXXXVIII).
  • Facciata posteriore: “XXIII MAGGIO MDCCCLXXV LA PATRIA INAUGURAVA”, dove il termine “patria” sottolinea l’appropriazione nazionale della figura del frate.

7. Sopravvivenza bellica e restauri

Durante la Seconda Guerra Mondiale, tra il 1943 e il 1945, Ferrara fu colpita da pesanti bombardamenti. Sebbene molti edifici circostanti crollarono, la statua rimase saldamente in piedi, pur subendo danni al manto e la rottura della mano sinistra. Questa sopravvivenza alimentò la metafora popolare del frate che “sopravvive di nuovo al fuoco”.

La storia conservativa del monumento è documentata attraverso diversi interventi:

  • Anni Cinquanta: Ricostruzione plastica delle mani danneggiata dai bombardamenti, opera di Giuseppe Casalini e Giuseppe Virgili.
  • 1992: Pulitura radicale per rimuovere croste nere da smog e riparazione della mano nuovamente vandalizzata.
  • 2021: Un restauro innovativo finanziato tramite Art Bonus (importo di € 21.450,00), che ha utilizzato enzimi e nanotecnologie per contrastare la proliferazione algale e proteggere il marmo.

Ancora una immagine del Monumento dedicato a Girolamo Savonarola di Stefano Galletti

8. Folklore e ricezione popolare

Al di là dell’importanza storica, il monumento è immerso nel folklore locale. Una celebre superstizione ferrarese sconsiglia di incrociare direttamente lo sguardo della statua attraversando la piazza, pena la sfortuna negli studi, nel lavoro o nello sport.

Il rapporto della cittadinanza con la statua è però anche affettuoso: nelle grandi occasioni sportive, non è raro vederla “indossare” una sciarpa biancazzurra della SPAL. Un curioso aneddoto del 2016 racconta della sciarpa “presa in tour” da un musicista scozzese e restituita mesi dopo con scuse ufficiali. In chiave pop, la statua è stata persino reinterpretata in fotomontaggi che le applicano il casco di Darth Vader, segno della sua perdurante vitalità nell’immaginario collettivo.

In conclusione, il monumento di Stefano Galletti rimane uno dei fulcri visivi e spirituali di Ferrara, unendo sapienza artigianale, propaganda risorgimentale e un legame indissolubile con la vita quotidiana dei ferraresi.

Potrebbe anche interessarti...